Domenico Di Virgilio
Musiche Tradizionali in Abruzzo
 
 
 

Nuovi canti della Terra d'Abruzzo

21 brani della tradizione orale abruzzese, raccolti sul campo da Alan Lomax, Nicola Jobbi, Diego Carpitella, Domenico Di Virgilio e Carlo Di Silvestre, sono stati affidati a 17 compositori perché, rivisitandoli secondo la loro personale sensibilità artistica, ne ricavassero versioni per corali: questo il fine immediato di un progetto che, realizzato allā€™interno degli interventi predisposti dal MiBACT a ā€˜Salvaguardia del patrimonio musicale tradizionaleā€™, aveva anche lā€™ambizione di rivisitare, e forse anche reinventare, il patrimonio musicale di tradizione orale al fine di non sacrificarne i tratti più significativi, quelle istanze espressive che non hanno riscontro in altri ambiti musicali e meritano pertanto di essere trasmesse alle generazioni a venire come veri e propri ā€œbeni comuniā€.

Assieme alla ricostruzione delle ricerche etnomusicali in Abruzzo, nel volume sono così raccolte le trascrizioni del materiale registrato e le partiture dei brani rielaborati dai compositori. Nei due CD lā€™esito più significativo dellā€™intero progetto con i brani tradizionali affiancati dalle rielaborazioni dei compositori nelle esecuzioni dal vivo delle corali che, provenienti da diverse regioni, hanno aderito al progetto, condividendone intenzioni ed ambizioni.

Iniziativa editoriale promossa da Coro Polifonico Histonium Bernardino Lupacchino dal Vasto, Istituto Nazionale Tostiano e AELMA. Info: 06-44340148; info@squilibri.it; www.squilibri.it.

Musiche Tradizionali in Abruzzo

Nel 1970 Diego Carpitella, incaricato di Storia della musica presso l'università di Chieti, effettuò una campagna di rilevazioni in alcuni paesi alle falde orientali della Maiella (Civitella Messer Raimondo, Gessopalena, Palena e Quadri), raccogliendo un significativo corpus di musiche e canti rappresentativi della tradizione orale dell'area.

Confluiti nella Raccolta 129 del Centro Nazionale Studi Musica Popolare, oggi Archivi di Etnomusicologia dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, questi documenti sonori costituiscono una straordinaria testimonianza della persistenza dei repertori popolari che, travolti dai processi di modernizzazione e in gran parte defunzionalizzati, sopravvivono nella memoria degli esecutori accanto a inevitabili e, il più delle volte, inconsapevoli modifiche della prassi musicale originaria.

Pur inserendosi in una ininterrotta tradizione di ricerche, che da Nataletti in poi aveva elevato l'Abruzzo a terra di elezione per la nascente etnomusicologia italiana, Carpitella si misura infatti con una realtà completamente trasformata rispetto alle ricerche da lui stesso effettuate negli anni ‘50. All'inizio degli anni '70, mentre si va lentamente attenuando il flusso migratorio, i comuni dell'entroterra abruzzese passano da un'agricoltura di sussistenza a un'economia incentrata sull'industria e i servizi, con spopolamento delle campagne a favore di nuovi insediamenti verso le coste dove inevitabilmente si disperdono abitudini e tradizioni. La realizzazione di una rete di infrastrutture stradarie, allo stesso tempo, facilita però il trasferimento quotidiano verso le aree dei grandi insediamenti industriali, determinando una singolare sospensione tra due mondi diversi: la giornata del lavoratore pendolare era infatti divisa tra una modernità che, fuori paese, coincideva con il posto di lavoro, e una cultura agro-pastorale che, pur depauperata, resisteva tra le mura di casa e in famiglia.

Arie di mietitura e canti a dispetto, musiche devozionali e lamenti funebri, ninne nanne e scongiuri ci restituiscono così una cultura musicale dai tratti sorprendentemente arcaici, a partire dagli stili esecutivi e dall'uso della voce, e con elementi di modernità, attestati dalla preponderanza dell'organetto, come catalizzatore della dimensione strumentale, avendo ormai sostituito altri strumenti, come zampogna e chitarra battente, grazie alla sua versatilità potendo offrire allo stesso tempo esposizione melodica, accompagnamento e ritmica. In particolare, le voci femminili risaltano come assolute protagoniste non solo in contesti domestici e religiosi ma anche lavorativi, a conferma della centralità del ruolo della donna in una società pure investita da repentini e contraddittori moti di modernizzazione. Nel CD allegato al volume, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, si pubblica per la prima volta, con introduzione critica, la trascrizione e traduzione dei testi poetici, numerosi esempi musicali, un significativo corredo fotografico un denso studio di Annunziata Taraschi sugli aspetti linguistici, una documentazione sonora inedita di fondamentale importanza per la valorizzazione delle tradizioni musicali abruzzesi.

È uscito a giugno 2010 un volume da me curato per la casa editrice Squilibri. Nel CD allegato sono raccolte le registrazioni effettuate da Diego Carpitella in provincia di Chieti nel 1970. Nel volume troverete i testi, alcune trascrizioni musicali ed uno studio sui dialetti che si ascoltano nei documenti. Potete richiedere il libro direttamente alla casa editrice, costa solo 20 euro. Info: 06-44340148; info@squilibri.it; www.squilibri.it.

 
 
 
 
 

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