Piero T. de Berardinis


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MusicXII

MusicXII


MusicXII è un linguaggio di programmazione dedicato alla gestione di strutture melodico-armoniche, generate da script in Php, orientato alla produzione di file midi di tipo 1, in protocollo SMF, e alla visualizzazione dei processi mediante l'uso di rappresentazioni grafiche basate su dati reali.

Il protocollo è utilizzato, nell'ambito della realizzazione di sonemi, per l'elaborazione dell'impianto strutturale sul quale l'autore interverrà successivamente con apporti esterni (ad esempio, mediante software di terze parti) per l'assegnazione e generazione dei timbri, del movimento delle parti e delle dinamiche complessive, ai fini della produzione del risultato finale. Il linguaggio è aperto all'apporto di quanti desiderano utilizzarlo, ampliarlo e migliorarlo: attualmente è nella fase di progettazione e sviluppo, pertanto oggetto di continue modifiche. Consultando le pagine del sito è possibile avere tutte le informazioni necessarie al corretto uso del sistema e ad eventuali collaborazioni.

Nella sezione MusicXII sono state riportate alcune notizie di carattere storico/teorico; la sezione Protocollo descrive la struttura del linguaggio, il formato dei file, le tecniche da utilizzare; nella sezione Manuale sono riportati i dati tecnici inerenti il vocabolario, con esempi e partiture, (da utilizzare nella scrittura dei flussi); il Compilatore elabora i file di flusso compilando le istruzioni per la generazione delle partiture e dei midi file relativi; nella sezione Moduli grafici sarà possibile utilizzare diverse metodologie di visualizzazione degli elaborati sonori.

Il linguaggio MusicXII, da me ideato nel 2005, tuttora in fase di sviluppo, trae origine dagli studi condotti presso l’IRCAM di Parigi (Institut de Recherche et Coordination Acoustique / Musique, fondato da Pierre Boulez) da Carlos Agon e Gérard Assayag, membri dell’equipe di ricerca Representation Musicales dello stesso istituto. Finalità del gruppo di ricerca è lo studio delle modalità di rappresentazione simbolica delle strutture musicali e delle loro applicazioni per la Composizione Musicale Assistita dal Computer (CMAC) e per l’Informatica Musicale (Musicologia Computazionale: teoria e analisi musicale al computer).

La Composizione Musicale Assistita da Computer (CMAC) costituisce il punto più elevato della ricerca musicale nel campo dell’informatica musicale: scopo della ricerca è lo studio, lo sviluppo, la descrizione e la formulazione teorica di procedure di flusso (istruzioni di processo) per la risoluzione di problemi inerenti la composizione e la teoria musicale. Lo studio ha avuto inizio verso la fine degli anni ’50 con i primi esperimenti di scrittura automatica di partiture di Lejaren Hiller e con la sintesi sonora di Max Mathews. All’inizio vennero utilizzati gli sterili e ostici codici in linguaggio macchina (pensiamo a Pietro Grossi impegnato con le schede perforate) che fornivano istruzioni dirette al processore per l’esecuzione di calcoli. Oggi utilizziamo linguaggi evoluti quasi simili al linguaggio umano, provvisti di sistemi di compilazione automatica (trasparenti all’utente) che permettono in tempo reale di convertire istruzioni in lingua inglese in codici macchina.

Non bisogna tuttavia pensare che l’ausilio dell’elaboratore si risolva in una sterile lista di istruzioni, a volte pre-compilate, contenenti automatismi e algoritmi pronti per la produzione di eventi. Gli stessi algoritmi sono oggi in grado di modificare la propria struttura interna in modo dinamico e interattivo.

L’elaborazione assistita consente di svolgere, con tranquillità e certezza del risultato, compiti noiosi, ripetitivi, estremamente complessi, lasciando al compositore la possibilità di occuparsi della parte creativa, molto più gratificante.

In particolare, i software CMAC consentono di generare sintesi sonore, mediante l’uso di tecniche diversificate secondo il tipo e la complessità dell’elaborato; di utilizzare i codici MIDI per trasferire informazioni standard fra macchine con hardware e sistema operativo diversi; di generare istruzioni di scrittura melodico-armonica o strutturata secondo particolari direttive; svolgere compiti che richiedono l’insieme delle possibilità esaminate.

OpenMusic (OM), ad esempio, è un ambiente di programmazione visuale finalizzato alla creazione di applicazioni per la composizione assistita dal computer ed è disponibile per i sistemi operativi Mac 0S 9, Mac OS X, Linux (una versione per i sistemi Windows è in fase di sviluppo).

Le funzionalità open-source sono limitate dal momento che i sorgenti di OM e dei software collegati non sono di pubblico dominio: alcuni richiedono anche di sostenere costi non indifferenti.

Si è quindi ritenuto opportuno, nello sviluppo di un software CMAC in grado di generare e controllare strutture correlate alla teoria dei Sonemi, di scrivere un codice proprietario, realmente OpenSource, disponibile su rete Internet sia nei sorgenti che nei moduli, in linguaggio (anch’esso OpenSource) PHP: MusicXII.

Logica MusicXII (leggi "music-twelve") mutua da OpenMusic la logica strutturale: un programma principale coordina e gestisce una serie di moduli (plug-in) che possono generare script più complessi organizzandosi in forme più elevate nella tecnica della programmazione ad oggetti.

MusicXII è un software di gestione di processi compositivi, non di funzionalità hardware: scopo degli script è quello di generare un file MIDI standard di tipo 1 che possa essere importato e letto da altri software compositivi e/o notazionali (ad es. Finale, Cubase, Logic), implementato e modificato secondo le necessità del compositore ed eventualmente corretto sia nella parte generativa che in quella esecutiva in ambito deterministico.

La logica di MusicXII è la seguente: abbiamo quattro tipologie strutturali definite CODICI > MODULI > OGGETTI > FLUSSI.

I CODICI sono costituiti da istruzioni base per la generazione di semplici eventi sonori di tipo MIDI: ad es. l’istruzione n:a,b,c,d

genera il controllo MIDI (decimale) di un evento sonoro (nota) di durata determinata. È costituito, oltre al marker oggettuale (n:), da quattro elementi (a,b,c,d): (a) valore del canale midi; (b) evento codificato in tre cifre (nome della nota, alterazione, ottava); (c) durata (numeratore/denominatore o valore numerico in tick); intensità (in forma letterale da ppp a fff o numerica da 0 a 127).

Le istruzioni sono disposte progressivamente in una lista testuale con ogni linea di comando terminata da un return (termine linea). Es.:

n:1,Cn0,1/4,mf
n:2,En0,3/8,30

Le linee verranno lette, interpretate e codificate in un codice MIDI eseguibile da un apposito compilatore. Il file che contiene le istruzioni, definito FLUSSO, ha estensione “.flx”. Da notare la scrittura “naturale” dei codici: la progressione è data dalla posizione in lista, il canale midi determina l’esecuzione del codice in modalità contemporanea o sequenziale (canale identico per eventi sequenziali, ovvero con DeltaTime identico). Nell’esempio precedente gli eventi verranno eseguiti contemporaneamente perchè i canali midi sono diversi. Le note vengono indicate in notazione anglosassone utilizzando le lettere minuscole n, d, b per le alterazioni (naturale, diesis, bemolle). Nulla vieta di usare indicazioni di frequenza (es. 125H) predisponendo lo script alla conversione e disponendo di un hardware in grado di gestire l’evento. Le ottave sono indicate con numeri da 0 a 8.

Per l’indicazione di durata viene utilizzata la notazione standard (es. 3/8, numeratore per numero di unità del denominatore, nell’es. tre crome) o il valore espresso in tick. I tick sono denominati anche ppqn (pulse per quarter notes o pulsazioni per note da un quarto): una semiminima in notazione standard corrisponde a 240 ppqn o tick. Nello script in esame, nella prima istruzione, ad es., è possibile usare indifferentemente il vslore “1/4” o “240”.

L’intensità viene indicata con i codici “ppp, pp, p, mp, mf, f, ff, fff” o con i valori da 0 a 127. Valori superiori vengono ignorati e normalizzati a 127; lo 0 viene utilizzato per generare codici silenziosi (pause).

La modalità di scrittura naturale permette di apprendere velocemente il linguaggio e scrivere quasi subito i primi codici generativi. I CODICI comprendono praticamente tutte le istruzioni disponibili nel linguaggio SMF (Standard Midi File).

I MODULI sono funzioni e/o classi pre-compilate, nel senso che sono in grado di generare una o più sequenze di codici in base a parametri variabili. Nel flusso l’istruzione appare come (ad es.): mod:nome_modulo-a,b,n
I moduli sono sempre preceduti dal prefisso “mod:”. I termini a,b costituiscono i parametri variabili (illimitati, n). Ad esempio, nel modulo “cpunto_a”: mod:cpunto_a-3,200 Il modulo determina la generazione di un evento sonoro multiplo casuale parzialmente controllato. Il codice è costituito dal tag mod: seguito dal nome del modulo (cpunto_a) e dal numero delle voci complessive (a) distinte da un trattino (-a). Segue, separato da una virgola, il numero complessivo degli eventi singoli (b). Può essere ripetuto ed inserito in qualsiasi sequenza di flusso. In cpunto_a il range è il seguente: note (C,D,E,F,G,A,B); ottave (da 2 a 5); alterazioni (d,b,n); dinamiche (pp,p,mp,mf,f); numeratore (da 4 a 12); denominatore (8,16,32,64).

Il modulo opera quindi sia in base a parametri (variabili) forniti dal compositore (composizione a 3 voci, quindi su 3 canali midi diversi; 200 eventi complessivi), sia in base ad altri parametri (pre-definiti ma ugualmente variabili poiché selezionati in modo casuale) già presenti all’interno della funzione. Un generatore di numeri casuali determina, per ogni evento, la frequenza, l’ottava, le alterazioni, le dinamiche, il numeratore e il denominatore temporale. Viene prodotta una sequenza di CODICI interpretati successivamente dal compilatore. Nel flusso scriveremo:

mod:cpunto_a-3,200
mod:cpunto_a-2,500
mod:cpunto_a-1,120

Con possibilità di alternare moduli e codici:

mod:cpunto_a-3,200
n:1,Cn0,1/4,mf

Ogni compositore può produrre propri moduli con funzioni specifiche ma, per questo, è richiesta la conoscenza del linguaggio di programmazione PHP (simile a C++) e gli script specifici di interfacciamento con MusicXII (disponibili in quanto OpenSource).

I moduli possono produrre qualsiasi tipo di istruzione multipla con infinite varianti e parametri di controllo. Vediamo un esempio di modulo seriale. Nel flusso l’istruzione appare come:

mxii:miditest
mthd:1,240
copy: 0,Copyright 2008 deBers
nomeseq:0,Brano Test

mod: serie-1,0,2,4,7,s,[1;3;2;1],[1/4;1/4;1/8;1/4],[32;ff;mf;64;64]

Il mod. serie è delegato alla scrittura di brani seriali: in questa sede possiamo esaminare solo superficialmente il modulo che permette una completa gestione di procedimenti a serializzazione totale. Esso determina la generazione di serie dodecafoniche con indicazione del tipo e delle note iniziali e finali, sulla base di pattern intervallici, ritmici e dinamici racchiusi tra parentesi quadre. Il codice è costituito dal tag /mod:serie-/ seguito da: (a) canale di assegnazione, (b) nota di origine in notazione numerica (0-11), (c) ottava iniziale, (d) nota di destinazione in notazione numerica (0-11) o lettera "a" per determinazione automatica in base al numero degli intervalli, (e) ottava finale o lettera "a" per determinazione automatica in base al numero degli intervalli, (f) tipo di serie: s= serie, s4= serie alla IV, s5= serie alla V, i= inversione, i4= inversione alla IV, i5= inversione alla V, r= retrogrado, r4= retrogrado alla IV, r5= retrogrado alla V, ir= inversione retrograda, ir4= inversione retrograda alla IV, ir5= inversione retrograda alla V (g) pattern intervallico reale costituito da serie di valori (da un singolo valore a undici intervalli od oltre) separati da ";" racchiusi tra parentesi quadre, (h) pattern ritmico costituito da serie di valori (numeratore/denominatore o valore numerico durata) separati da ";" e racchiusi tra parentesi quadre, (i) pattern dinamico costituito da serie di valori (letterali o numerici) separati da ";" e racchiusi tra parentesi quadre. Può essere ripetuto ed inserito in qualsiasi sequenza di flusso.

Il file di flusso deve sempre contenere come prima istruzione il comando mxii seguito da due punti e il nome del file: in mancanza del codice convenzionale non viene riconosciuto e quindi ignorato in fase di compilazione. La seconda istruzione (mthd:1,240) definisce il valore standard della semiminima (in questo caso 240 ppqn); seguono quindi codici di copyright e di assegnazione del nome della sequenza (facoltativi) e il modulo serie. In fase di compilazione il file viene compilato come:

# 1: mxii:miditest
# 2: mthd:1,240
# 3: copy:0,Copyright 2008 deBers
# 4: nomeseq:0,Brano Test
# 5: mod:serie-1,0,2,4,7,s,[1;3;2;1],[1/4;1/4;1/8;1/4],[32;ff;mf;64;64]
# 6: n:1,Cn2,1/4,32,serie
# 7: n:1,Cd2,1/4,ff,serie
# 8: n:1,En2,1/8,mf,serie
# 9: n:1,Fd2,1/4,64,serie
# 10: n:1,Gn2,1/4,64,serie
# 11: n:1,Gd2,1/4,32,serie
# 12: n:1,Bn2,1/8,ff,serie
# 13: n:1,Cd3,1/4,mf,serie
# 14: n:1,Dn3,1/4,64,serie
# 15: n:1,Dd3,1/4,64,serie
# 16: n:1,Fd3,1/8,32,serie
# 17: n:1,Gd3,1/4,ff,serie
# 18: n:1,An3,1/4,mf,serie
# 19: n:1,Ad3,1/4,64,serie
# 20: n:1,Cd4,1/8,64,serie
# 21: n:1,Dd4,1/4,32,serie
# 22: n:1,En4,1/4,ff,serie
# 23: n:1,Fn4,1/4,mf,serie
# 24: n:1,Gd4,1/8,64,serie
# 25: n:1,Ad4,1/4,64,serie
# 26: n:1,Bn4,1/4,32,serie
# 27: n:1,En5,1/4,ff,serie

Il modulo serie viene sviluppato producendo una sequenza di codici di tipo “n” (note ad esecuzione immediata). Vengono quindi generati i codici SMF decimali che, convertiti in formato eseguibile, consentiranno di ascoltare il brano in tempo reale o di esportarlo verso altri software per elaborazioni successive.

MusicXII genera contemporaneamente anche un file di report che permette di avere una completa analisi delle procedure e dei dati prodotti. Ad es. l’analisi del midifile generato:

#0> dt=0 - p=1 - ch=1 - n=Cn2 - ott=2 - cod=48 - mod=0 - v=32 - dur=240 -
#1> dt=240 - p=2 - ch=1 - n=C#2 - ott=2 - cod=49 - mod=1 - v=112 - dur=240 -
#2> dt=480 - p=3 - ch=1 - n=En2 - ott=2 - cod=52 - mod=4 - v=80 - dur=120 -
#3> dt=600 - p=4 - ch=1 - n=F#2 - ott=2 - cod=54 - mod=6 - v=64 - dur=240 -
#4> dt=840 - p=5 - ch=1 - n=Gn2 - ott=2 - cod=55 - mod=7 - v=64 - dur=240 -
#5> dt=1080 - p=6 - ch=1 - n=G#2 - ott=2 - cod=56 - mod=8 - v=32 - dur=240 -
#6> dt=1320 - p=7 - ch=1 - n=Bn2 - ott=2 - cod=59 - mod=11 - v=112 - dur=120 -
#7> dt=1440 - p=8 - ch=1 - n=C#3 - ott=3 - cod=61 - mod=1 - v=80 - dur=240 -
#8> dt=1680 - p=9 - ch=1 - n=Dn3 - ott=3 - cod=62 - mod=2 - v=64 - dur=240 -
#9> dt=1920 - p=10 - ch=1 - n=D#3 - ott=3 - cod=63 - mod=3 - v=64 - dur=240 -
#10> dt=2160 - p=11 - ch=1 - n=F#3 - ott=3 - cod=66 - mod=6 - v=32 - dur=120 -
#11> dt=2280 - p=12 - ch=1 - n=G#3 - ott=3 - cod=68 - mod=8 - v=112 - dur=240 -
#12> dt=2520 - p=13 - ch=1 - n=An3 - ott=3 - cod=69 - mod=9 - v=80 - dur=240 -
#13> dt=2760 - p=14 - ch=1 - n=A#3 - ott=3 - cod=70 - mod=10 - v=64 - dur=240 -
#14> dt=3000 - p=15 - ch=1 - n=C#4 - ott=4 - cod=73 - mod=1 - v=64 - dur=120 -
#15> dt=3120 - p=16 - ch=1 - n=D#4 - ott=4 - cod=75 - mod=3 - v=32 - dur=240 -
#16> dt=3360 - p=17 - ch=1 - n=En4 - ott=4 - cod=76 - mod=4 - v=112 - dur=240 -
#17> dt=3600 - p=18 - ch=1 - n=Fn4 - ott=4 - cod=77 - mod=5 - v=80 - dur=240 -
#18> dt=3840 - p=19 - ch=1 - n=G#4 - ott=4 - cod=80 - mod=8 - v=64 - dur=120 -
#19> dt=3960 - p=20 - ch=1 - n=A#4 - ott=4 - cod=82 - mod=10 - v=64 - dur=240 -
#20> dt=4200 - p=21 - ch=1 - n=Bn4 - ott=4 - cod=83 - mod=11 - v=32 - dur=240 -
#21> dt=4440 - p=22 - ch=1 - n=En5 - ott=5 - cod=88 - mod=4 - v=112 - dur=240 -

(Legenda: dt = delta time / p = posizione evento / ch = canale di emissione / n = nota prodotta / ott = ottava / cod = codice decimale SMF / mod = numerazione mod. 12 / v = valore di intensità / dur = durata della nota)

Se i MODULI possono già produrre interessanti sequenze formali, gli OGGETTI permettono di generare strutture di complessità illimitata compilando istruzioni in grado di generare MODULI che a loro volta verranno compilati per generare CODICI esecutivi.

Si tratta di un processo di composizione “a scatole cinesi” che permette al compositore la massima libertà e autonomia espressiva ottenendo il controllo di strutture a qualsiasi livello di complessità.

In fase di compilazione è possibile altresì visualizzare le strutture generate mediante partiture grafiche prospettiche particolarmente precise e completamente personalizzabili nel numero e tipo di valori richiesti, nelle forme grafiche, nella posizione della linea di fuga (linea dei canali), stampa video dei dati, ecc.

In definitiva, MusicXII permette all’utente non in possesso di conoscenze informatiche di utilizzare il naturale e relativamente semplice file di flusso per scrivere sequenze di istruzioni anche complesse utilizzando le librerie incluse nel programma (FLUSSI); l’utente in possesso di adeguata esperienza di programmazione potrà invece avvalersi degli esempi già realizzati e scrivere nuove procedure ad hoc per compiti specifici.

Nella composizione per Sonemi, MusicXII è fondamentale nella produzione delle radici generative primarie (RAW) grazie al preciso e massimo controllo delle strutture formali che consente di ottenere una solida base strutturale e una completa documentazione delle procedure di sviluppo nonché precise partiture grafiche del complesso del materiale di base utilizzato.

Molto si potrebbe ancora dire sullo sviluppo degli algoritmi, sulle connessioni estetiche tra definizioni di codici di flusso e individuazione dei livelli neutri, sulla gestione del materiale in fase di interpretazione mediante assegnazione di valori timbrici e agogiche, ma lo spazio e il tempo, necessariamente limitati per ogni opera, non consentono, in questa sede, ulteriori approfondimenti.

Il protocollo è aperto all'apporto di quanti desiderano utilizzarlo, ampliarlo e migliorarlo: attualmente è nella fase di progettazione e sviluppo, pertanto oggetto di continue modifiche. Consultando le pagine del sito dedicato è possibile avere tutte le informazioni necessarie al corretto uso del sistema e ad eventuali collaborazioni.

Nella sezione MusicXII del sito sono state riportate alcune notizie di carattere storico/teorico; la sezione Protocollo descrive la struttura del linguaggio, il formato dei file, le tecniche da utilizzare; nella sezione Manuale sono riportati i dati tecnici inerenti il vocabolario, con esempi e partiture, (da utilizzare nella scrittura dei flussi); il Compilatore elabora i file di flusso compilando le istruzioni per la generazione delle partiture e dei midi file relativi; la sezione Moduli grafici utilizza diverse metodologie di visualizzazione degli elaborati sonori. Le sezioni Compilatore e Moduli Grafici sono disabilitate nella versione pubblica.


Gli studi raccolti in questa selezione sono tra i primi lavori, realizzati tra il 2001 e il 2008. Per alcuni, purtroppo, non ho la completa documentazione: si tratta, infatti, di una ricerca che, come tale, ha determinato e determina, nel tempo, modifiche nella modalità di produzione e diffusione dei brani. Il titolo corrisponde al modulo e ai parametri utilizzati per la generazione. In particolare, i primi due (studio_2_rnd-2_400 e studio_4_rnd_a-8_100) hanno preceduto la realizzazione del sonema Son_c2d, opera prima, originale in venti esemplari unici. Dall'ascolto si evince che la matrice è identica, nonostante la diversa orchestrazione e condotta delle parti: la mancanza di documentazione risiede nel fatto che, inizialmente, ritenevo non opportuno conservare i testi allegati, al fine di rendere irriproducibili i brani. Oggi sono di parere opposto: la protezione da copie è praticamente impossibile, per cui ciò che genera valore aggiunto è proprio la documentazione, la certezza della provenienza, la collocazione di ogni originale, l'impossibilità di duplicare un indirizzo internet (in base agli standard internazionali: per ciò che concerne la parte tecnica rimando al testo della sezione Sonemi).

Nell'ascolto dobbiamo pensare ai brani come a schizzi a matita, a sanguigne, a tratti a carboncino eseguiti all'impronta. A tratti possono ricordare le Structures di P. Boulez ma sono in realtà multipli generati da codici matematici, sui quali si è operato esteticamente nei parametri espressivo-interpretativi.

Gli studi (originali in formato .aiff, 48Khz), così come le sonotipie, sono stati compressi in .mp3 (128bit) con una notevole riduzione delle dimensioni dei file.

Studi

Studio_cpunto2a
Durata: 0:44
Data di registrazione: 2008
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: Apple IMac - Scheda midi
Partitura: digitale in pdf.
Codice generatore (flx) MusicXII (zip).
(Mp3, 704Kb)



Studio0b
Durata: 2:07
Data di registrazione: 2006
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: Apple IMac - Scheda midi
(Mp3, 2,0 Mb)



Studio_2_rnd-2_400
Durata: 0:43
Data di registrazione: Aprile 2008
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: Apple Imac - Scheda midi
(Mp3, 701Kb)



Studio_4_rnd_a-8_100
Durata: 01:43
Data di registrazione: Aprile 2008
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: Apple Imac - Scheda midi
(Mp3, 1,7 Mb)



Studio_5_cp3_200
Durata: 0:43
Data di registrazione: Aprile 2008
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: Apple Imac - Scheda midi
(Mp3, 1,7 Mb)



Studio_6_cpe-4
Durata: 01:17
Data di registrazione: Aprile 2008
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: Apple IMac - Scheda midi
Partitura: digitale in pdf.
Codice generatore (flx) MusicXII (zip).
(Mp3, 1,2 Mb)




Scritti in MusicXII ed elaborati in Logic Pro, gli studi raccontano di un percorso evolutivo incentrato, sostanzialmente, sull'attento uso della logica strutturale. Ho sempre pensato, infatti, che sia perfettamente inutile concentrarsi sull'elaborazione timbrica senza curare, profondamente e preliminarmente, l'impianto compositivo e la forma che sostengono e garantiscono unità stilistica all'opera. Ogni originale deve essere considerato come opera strettamente personale: il codice che genera lo sviluppo ritmico/frequenziale, in ogni caso derivato da logiche privatissime, viene ampiamente manipolato dal punto di vista estetico e formale. Il lavoro artigianale che sottende ogni brano è molto più libero ed istintivo di quanto potrebbe esserlo quello di un brano etnico o jazz: la scelta di esaltare un passaggio (e quindi di nasconderne un altro), di assegnare voci, fluttuazioni temporali, silenzi, connessioni, aggregazioni timbriche, dinamiche polivocali e quant'altro possa essere gestito da interventi interpretativi corrisponde esattamente al sentire più intimo e personale dell'autore senza alcun obbligo o condiscendenza verso generi e modi codificati. Il sonema, in definitiva, è il tentativo di superare il divario storico e culturale che divide il mondo dell'arte e della musica creando opere musicali che abbiano lo stesso significato, umano ed artistico, dell'olio per il pittore o della statua per lo scultore

L'evoluzione musicale.
L'uso della quadrifonia e delle tecniche in sorround non deve trarre in inganno: ad evitare la connotazione data dal fattore direzionale (un suono che giunge posteriormente potrebbe essere scambiato per un segnale di tipo evocativo, sia esso in avvicinamento che in allontanamento) le fonti sonore dovrebbero provenire necessariamente da un'unica direzione (preferibilmente frontale) o da sorgenti non individuabili, salvo specifiche esigenze (come spesso può accadere in elaborati polifonici, nei quali le voci discrete moderano o annullano le dissonanze). La separazione delle fonti mediante assegnazione di ogni strumento ad uno specifico canale intende superare, altresí, la limitazione della stereofonia rendendo discriminabili i vari strumenti, creando identità sonore collocate (e occupanti) uno specifico spazio dedicato a un singolo strumento o ad uno specifico timbro così come ad un determinato range di frequenze. Non dimentichiamo che l'oggetto del nostro lavoro è la musica: le partiture grafiche, gli ausili tipografici e/o visivi, gli strumenti tecnici utilizzati e lo stesso luogo di esecuzione sono apporti estetici che completano, in modo non essenziale, ogni sonema, elaborato che ha l'unica ragione d'essere nel proprio contenuto strutturale.

Inizio pertanto questo percorso conoscendo a perfezione i luoghi di partenza ma non quelli di arrivo: ed è proprio questo lo stimolo più forte a continuare.

Son c2d
Durata: 0:55
Data di registrazione: 2008 / Multiplo, prodotto in 20 esemplari numerati e firmati (cd-rom)
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: IMac - Scheda midi
AC3 - Quadrifonico (zip).
(Mp3, 880Kb)



Alea_b
Durata: 0:35
Data di registrazione: 2009 / Multiplo, prodotto in 10 esemplari numerati e firmati (cd-rom)
Software utilizzato: Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: IMac - Scheda midi
Partitura: digitale in pdf.
Codice generatore (flx) MusicXII (zip).
AC3 - Quadrifonico (zip).
(Mp3, 552Kb)



Suite 8.300
Durata: 5:50 (01:07 - 02:21 - 01:11. Der. 3b: 01:11)
Data di registrazione: 2009 / Opera unica
Software utilizzato: MusicXII - Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: IMac - Scheda midi
Integrale - Originale (integrale)*
[l'integrale comprende: tre brani (8.300.1,8.300.2,8.300.3) - 1 derivato (8.300.3b). Ogni brano include: il file di flusso MXII; il file audio integrale in formato aiff; il file audio integrale in Dolby Pro Logic II (L, R, C, LS, RS, LFE); le singole parti isolate utilizzate per il DPLII in formato aiff; il file di generazione DPLII in stmp; le singole parti, in notazione reale automatica (non trasposta), in pdf; la partitura completa, in notazione reale (non trasposta), in pdf; il midifile generatore; il file Logic Pro originale; il report di composizione in pdf. Un file di testo riporta i codici, personali, identificativi dell'edizione.]


Dim. zip: 357,7Mb.
.(Mp3, 2,1 Mb)



Seriale 4 voci
Durata: 7:18
Data di registrazione: 2009 / Opera unica
Software utilizzato: MusicXII - Logic Pro (Apple Computer)
Hardware: IMac - Scheda midi
Integrale - Originale (integrale)*
[l'integrale comprende: 1 brano (Seriale 4 voci). Il brano include: il file di flusso MXII; il file audio integrale in formato aiff; il file audio integrale in Dolby Pro Logic II (L, R, C, LS, RS, LFE); le singole parti isolate utilizzate per il DPLII in formato Aiff; il file di generazione DPLII in stmp; le singole parti, in notazione reale automatica (non trasposta), in pdf; la partitura completa, in notazione reale (non trasposta), in pdf; le partiture grafiche in formato jpg; il midifile generatore; il file Logic Pro originale; il report di composizione in pdf. Un file di testo riporta i codici, personali, identificativi dell'edizione.]


Dim. zip: 526,9Mb.

(Mp3, 14,0 Mb)



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*Attenzione:
i sonemi e le sonotipie sono opere uniche, realizzate esclusivamente su commissione. Gli esempi in questa pagina devono essere, quindi, considerati prove d'autore di dominio pubblico e non possono, per alcun motivo, essere utilizzati in contesti estranei all'archivio documentale.


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